L’AUTODISCIPLINA DELLA COMUNICAZIONE COMMERCIALE

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Oggi è stata una giornata dedicata alle normative sottese alla comunicazione pubblicitaria.

In particolare abbiamo avuto il piacere di entrare in contatto con IAP, L’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria, un’associazione che dal 1966 opera affinché la comunicazione commerciale sia onesta, veritiera e corretta, a tutela del pubblico dei consumatori e delle imprese.
Si tratta di un sistema di auto-regolamentazione dell’intero settore, che si impegna a rispettare le norme contenute nel Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale

Vincenzo Guggino, Segretario Generale IAP ci ha spiegato che aderiscono al codice:

  • Aziende che investono in pubblicità
  • Associazioni di Agenzie e Concessionarie Pubblicitarie
  • Editori
  • Mezzi di comunicazione di massa (Tv, Radio, Stampa e, in parte Internet)
  • Istituzioni come Pubblicità Progresso

L’istituto è formato da un consiglio direttivo che stabilisce le norme e da un comitato di controllo che formula proposte di revisione.
C’è poi un giurì che giudica la comunicazione e un comitato di controllo a tutela del cittadino.

I punti forti di questo sistema sono:

  • Rapidità del giudizio
  • Indipendenza degli organi di controllo
  • Efficacia della sanzione
  • Gratuità e facilità di accesso per il consumatore
  • Tutela del consumatore
  • Rispetto del contraddittorio
  • Flessibilità del sistema
  • Prevenzione come primo obiettivo

I consumatori e le associazioni, possono gratuitamente segnalare al Comitato di Controllo la comunicazione commerciale ritenuta non conforme alle norme.
Ricevuta la segnalazione ed esaminato il caso, il Comitato può decidere di chiedere all’inserzionista di fornire documentazione per dimostrare la verità delle affermazioni, descrizioni e dati in esso contenuti.
Se l’esito della verifica non è positivo, il Comitato di Controllo può assumere diverse decisioni:

  • per lievi inadempienze può invitare l’inserzionista a modificare rapidamente il messaggio;
  • se il messaggio risulta palesemente scorretto può emettere un provvedimento per bloccarne la diffusione.

Il caso può essere invece immediatamente archiviato quando:

  • il messaggio non si presenta in contrasto con il Codice di Autodisciplina;
  • i profili segnalati non attengono alla tutela dei cittadini-consumatori, ma sono di preminente interesse concorrenziale;
  • né l’inserzionista né il mezzo che ha diffuso la comunicazione commerciale aderiscono al sistema autodisciplinare.

Dopo l’introduzione normativa di Guggino, abbiamo poi incontrato Monica Davò del Comitato di Controllo che ci ha illustrato diversi casi di pubblicità ingannevoli, discriminatorie, non adatte ai minori, denigratorie o comparative.

Infine con Salvatore Pastorello siamo venuti a conoscenza della Digital Chart, dove vengono indicate le modalità idonee a rendere chiaramente riconoscibili le finalità pubblicitarie dei contenuti digitali. Anche sul web, infatti, la comunicazione commerciale deve essere sempre riconoscibile come tale.

Ecco alcuni esempi per rendere riconoscibili annunci sui social media e sui siti di content sharing:

  • inserire in modo ben distinguibile nella parte iniziale del post la dicitura:

Pubblicità /Advertising,
Promosso da … / Promoted by…
In collaborazione con … / In partnership with …

  • inserire entro i primi tre hashtag (#) una delle seguenti diciture:

#Pubblicità
#Advertising
#Sponsorizzato da …
#ad  + #brand

Ecco invece come rendere riconoscibile un annuncio che si cala completamente all’interno del contesto in cui viene inserito e cioè un Native Advertising:

  • inserire diciture come:

Pubblicità /Advertising
Contenuto Sponsorizzato / Sponsored Content
Post sponsorizzato / Sponsored Post
Presentato da … / Presented by …

  • indicare che il box contiene contenuti sponsorizzati

Quest’ultima parte della giornata ci ha insegnato che una pubblicità meno intrusiva non deve sconfinare nell’occulta e che la qualità della comunicazione passa anche dalla sua correttezza.

La tutela del rapporto di fiducia con il pubblico deve essere una priorità per tutti gli inserzionisti, e noi ci auguriamo che questo rapporto non si incrini mai!

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