Il visual design - progettato, non progettato, agito o subito - è ubiquo: dalla bottiglia del latte al meme virale, dalla brand identity allo scontrino del bar, dai filtri di Instagram alle pagine di un quotidiano. Nello scenario attuale, di iper-produzione di immagini e narrazioni prevalentemente visive, diventa fondamentale riconoscerne i codici, i significati e i valori. La prima parte dell’intervento prenderà in esame gli elementi base della grammatica della percezione - e della produzione - visiva, la loro evoluzione e l’influenza dei nuovi ambienti social sull’immaginario comunicativo-visivo contemporaneo. La seconda parte si focalizzerà sul tema delle infografiche e data viz per indagarne flessibilità di applicazione e potenzialità di diffusione e tracciare alcune linee guida utili sia alla progettazione che alla codifica/decodifica della narrazione proposta.