Media e advertising: i trend

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In un anno in cui l’economia ha subito un freno, e i dati confermano il trend anche per il prossimo anno, il mercato dell’advertising globale subisce un rallentamento rispetto al 2018, passando dal +5,4% (597 miliardi di dollari) del 2018 rispetto all’anno precedente (2017) al +4,3% (616 miliardi di dollari).

Alberto Dal Sasso, Managing Director di Nielsen TAM, ha approfondito questi dati durante la lezione di sabato 22 febbraio.

I 597 miliardi di dollari investiti in pubblicità nel 2017 sono pari allo 0,7% del PIL mondiale, che equivale a 87mila miliardi, con pesi differenti a seconda delle aree geografiche. Il Nord America, con il 37% del mercato pubblicitario globale (pari all’1% del Pil dell’area) rimane in prima posizione, trainando il mercato e lanciando le tendenze, segue l’Asia Pacifica (in particolare Giappone, Cina e India) con il 30%, dato in crescita rispetto agli anni precedenti dovuto all’attenzione di questi Paesi alle innovazioni tecnologiche. L’Europa, al terzo posto, è stagnante al 25% del mercato, trainata dal Regno Unito. Mentre l’Italia sta perdendo terreno nei confronti delle altre big europee (Gran Bretagna, Germania, Francia e Spagna) passando dal 18% al 16% in termine di prodotto interno lordo.

In quarta posizione troviamo l’America Latina, con il 5% del mercato globale, una percentuale anche in questo caso stabile da anni a causa della forte instabilità politica del Paese che traina tutta l’area, il Brasile. Infine, all’ultimo posto, ma in grande crescita l’Africa con l’1%. Alcuni Paesi emergenti, come il Ghana, stanno, infatti, attirando gli investimenti delle multinazionali, grazie ad una concorrenza perlopiù inesistente, e si stanno quindi affacciando al mercato pubblicitario.

Non stupisce che tra i differenti mezzi pubblicitari, sia il digital targeting advertising che sta attirando per la maggiore gli investimenti passando da 47 miliardi di dollari nel 2017 a 73 miliardi nel 2019. Ma l’approccio digitale si sta spostando anche sui mezzi tradizionali come la televisione, la radio e l’Ohh. L’innovazione in ambito televisivo è connessa all’addressable tv, nell’audio la crescita è collegata ai podcast ed infine nei mezzi Out of Home sarà sempre più possibile lanciare messaggi mirati ai diversi target. Solo la stampa rimane in grande difficoltà.

Il mondo podcast nel 2019 ha registrato un’ondata di successo sia negli Stati Uniti che a livello internazionale, Italia compresa. I downloads, globalmente, sono cresciuti da 27 milioni d’inizio anno a 55 milioni nel mese di dicembre. L’Istituto IAB (Interactive Advertising Bureau) ha affermato che le stime sugli investimenti adv sul podcast potrebbero superare il miliardo di dollari nel 2021 (nel 2018 si sono attestati a 479 milioni di dollari). Grandi brand come ad esempio Google e Microsoft, hanno iniziato ad investire in questo nuovo mezzo di comunicazione, poco disruption, da ascoltare in momenti rilassanti della giornata, che permette di trovare del tempo per quello che ci piace: storie, notiziari, documentari, reportage ecc.

Per quanto riguarda le spese pubblicitarie del mercato italiano si evidenzia un calo dello 0,9% rispetto al dato del 2018. Se si escludono gli investimenti digital dei cosiddetti OTT (Over The Top) però la percentuale cala al 5,1%. Della quota digital, infatti, solamente il 30% degli investimenti è riconducile ad aziende italiane mentre il restante 70% è destinato alle grande aziende americane per le quali l’Italia è solo un Paese molto piccolo nel loro scacchiere.

La flessione è legata principalmente a due fattori: in primis ad una contrazione generale dei consumi (la produzione industriale è calata dell’1,3%) e all’assenza di grandi eventi sportivi che attirano gli investimenti pubblicitari. Il 2020 è ancora una sfida completamente aperta, da un lato si prevede un aumento degli investimenti dovuti alle Olimpiati e agli Europei, dall’altro lato l’anno si è aperto con lo spettro del coronavirus.

 

 

About Author: Giada Melis

Classe 1991, anima sarda, cuore romagnolo. Da 6 anni sono al servizio della mia città e della sua comunità per passione, senso civico ed un pizzico di incoscienza. Comunicazione, cultura, condivisione: questi i punti fermi del mio percorso professionale, iniziato subito dopo la laurea magistrale in Mass Media e Politica. Realizzo e coordino piani di comunicazione integrata, soprattutto per clienti della GDO ed enti pubblici. Per me la comunicazione può e deve andare di pari passo con i valori in cui credo: diritti, sostenibilità, impegno sociale. Credo nel concetto di “relazione” di Francesco Morace. Vedo la formazione come un percorso che affianca la professione e le conferisce valore, in precedenza ho frequentato il master in Marketing & Communication Management alla Business School del Sole24Ore. View all posts by

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