L’OOH oggi, un investimento profittevole?

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La comunicazione esterna, il cosiddetto canale OOH, rappresenta oggi circa il 4% dell’investimento media Italiano, contro il 31% del Digital e il 47% della TV. Comincia con questo dato l’intervento di Michele Casali, Marketing & Data Director presso IGPDecaux. Sembrerebbe a un primo sguardo che l’OOH possa essere un media minore, in realtà i dati dimostrano che è un canale di comunicazione che negli anni non ha mai avuto crisi e le analisi di Zenith provano che è un mezzo “in salute”.

Possiamo raggruppare i mezzi di comunicazione esterna in:

–          Mezzi di trasporto (full wrapping o side coverage)

–          Arredo urbano

–          Metro (network o domination)

–          Aeroporti

–          Affissioni

–          Digital OOH

–          Soluzioni creative ad hoc

La soluzione migliore da adottare dipende dall’obiettivo di comunicazione e dai relativi KPI, ad esempio potrò scegliere il wrapping di un bus per ottenere un effetto WOW e lavorare sul valore del mio Brand, non potrò invece con questa attivazione raggiungere un’elevata frequency.

Al di là della tipologia di OOH presenti sul mercato, generalizzando si può sostenere che il panorama della comunicazione esterna sta sperimentando nuovi trend, per restare al passo con i tempi e non perdere la sua efficacia.

Si può osservare sempre di più la crescita degli investimenti in Digital OOH, ciò grazie sia alla crescita dei circuiti e quindi l’installazione di nuovi schermi digitali, sia alla flessibilità di questa soluzione.

C’è bisogno però di distinguersi nella moltitudine di annunci che affollano le strade, la parola d’ordine è emergere. Come? Grazie alla creatività, per farsi notare i Brand hanno bisogno dell’effetto WOW. Arredi urbani, wrapping dei trasporti pubblici e billboard interattivi, rappresentano ottimi esempi di mezzi che, se gestiti in modo efficace, generano effetti positivi sulla Brand Reputation.

L’OOH può diventare inoltre, un pezzo del puzzle di un piano di comunicazione integrato. Ad esempio grazie alla geolocalizzazione degli smartphone, si possono inviare delle notifiche push agli utenti che sono in prossimità dell’affissione. Si otterrà così un effetto avvolgente, che circonderà l’utente sia da un punto di vista fisico che digitale.

Il passo verso il futuro dell’OOH è rappresentato dall’automazione e dal programmatic. Le tecnologie adottate nell’ambito digitale approdano anche nel mondo della comunicazione esterna, JCDecaux ad esempio, ha lanciato la piattaforma VIOOH (Viewed Impressions for Out Of Home). Attraverso tale piattaforma si può realizzare dunque una compravendita automatizzata degli spazi e si compone di:

_VIOOH AUTOMATION

Permette una pianificazione data driven e il trading automatizzato degli spazi e delle impression.

_VIOOH CONTENT

Grazie ai dati forniti in tempo reale permette di gestire contenuti creativi dinamici rendendoli così sempre pertinenti ed efficaci.

_VIOOH EXCHANGE

Rende possibili il programmatic buying e selling connettendosi a diversi DSP, attraverso PMP e includendo anche funzionalità RTB.

In conclusione, il mondo della comunicazione esterna ha un grande potenziale che i Brand in futuro potranno sfruttare:

In breve possiamo dunque affermare che l’OOH è:

–          È un mezzo SAFE, non skippabile, non evitabile.

–          È un mezzo ONE TO MANY, che gode di una reach molto elevata.

–          Ha effetti positivi sulle VENDITE e nel DRIVE TO STORE.

–          NON INFASTIDISCE perché non interrompe la fruizione di altri contenuti.

–          È WOW, se ben gestito funziona come leva positiva sulla Brand Reputation.

–          Funziona come CASSA DI RISONANZA per favorire la comunicazione del Brand.

–          Permette al Brand di PRESIDIARE IL TERRITORIO.

–          Può portare dei VANTAGGI ALLA COMUNITÀ fornendo dei servizi al cittadino.

–          È in EVOLUZIONE per garantire sempre la massima efficacia.

About Author: Myriam Gabrielli

Torinese di adozione dal 2013, ho vissuto a Roma e Madrid, ma sono originaria della più esotica Ciociaria. Ho scelto di studiare economia perché la giudicavo una scelta pratica al fine di trovare un lavoro profittevole. Se non avessi seguito la razionalità magari oggi sarei diventata una designer di interni che fatica ad arrivare a fine mese, invece oggi mi occupo di comunicazione e fatico ad arrivare a fine mese, ma per altre ragioni. Tra i miei interessi, il marketing, la pubblicità e gli eventi, sono stati sempre presenti; dei miei studi infatti, ricordo ancora almeno dieci esempi tratti dal Kotler ed invece un solo articolo tratto dal Codice Civile: 924 - Sciame d’api (utile solo da citare come aneddoto durante le cene). La mia vita professionale è iniziata in FCA, nelle risorse umane, per approdare poi al marketing. Due esperienze molto diverse sí, ma la prima è stata complementare alla seconda. A differenza infatti di chi si affaccia per la prima volta al mondo del lavoro io ho scelto consapevolmente di inserirmi nella funzione del marketing della mia azienda, consapevole a cosa andassi incontro e consapevole di cosa ci fosse dietro. Sottolineo consapevole perché tutti mi chiedono sempre se ho cambiato lavoro sotto effetto di qualche allucinogeno, la risposta è no. Il mondo del marketing e della comunicazione è sicuramente una realtà complessa e difficile da affrontare ma che allo stesso tempo regala molte emozioni. Da questo mondo una delle mie citazioni preferite: “It is the hottest fire, that makes the hardest steel”. Altre cose da sapere su di me: sono una persona positiva, attenta ai dettagli, credo fermamente nella concezione machiavellica della fortuna e valuto le persone che ho di fronte dal loro uso del “piuttosto che”. View all posts by

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